stomaco

Il tumore dello stomaco

Lo stomaco

Lo stomaco è un organo che fa parte primo tratto dell’apparato digerente. Si tratta di un viscere che ha la forma di sacco allungato. Dal punto di vista anatomico si colloca tra l’esofago (la struttura tubolare che veicola il cibo e i liquidi dalla bocca fino agli organi digestivi) e la prima parte dell’intestino (duodeno), dal quale è separato da una struttura a valvola (sfintere) denominata piloro.

Grazie alla sua grande distensibilità e resistenza, la funzione dello stomaco è quella di contenere il cibo ingerito dopo la masticazione e di iniziare il processo digestivo grazie all’azione del succo gastrico, prodotto dalle cellule della parete dello stomaco. Il succo gastrico è dotato di notevole acidità

La prima processazione del cibo ingerito che avviene nello stomaco facilita e prepara i successivi processi digestivi che avverranno dopo il piloro, nel duodeno e nell’intestino tenue, dove verranno assorbite in modo più sistematico le sostanze nutritive degli alimenti ed eliminate quelle di scarto.

Il tumore dello stomaco

Tipi di tumore gastrico

Il tumore dello stomaco è provocato da cellule in crescita incontrollata che nella maggior parte dei casi originano dal rivestimento interno della parete del viscere (adenocarcinoma gastrico). A seconda della porzione dello stomaco interessata dalla neoplasia si distinguono tumori prossimali (più vicini all’esofago) o distali (più vicini al piloro o al duodeno, i più frequenti). Esistono anche tipi di tumore coinvolgenti l’intero stomaco, ma si tratta di casi più rari. La sede di insorgenza del tumore è comunque molto importante per definire quale tipo di intervento chirurgico deve essere eseguito, ovvero quanta parte dello stomaco può essere salvata in sede di intervento chirurgico.

Esistono due tipi principali di cancro allo stomaco. Quello di tipo intestinale è il più frequente, interessa prevalentemente il sesso maschile e appare come una massa a crescita espansiva rivolta verso l’interno della cavità gastrica. Esso deriva da una trasformazione maligna delle cellule che insorge nel contesto della cosiddetta “metaplasia intestinale”, cioè della sostituzione del normale rivestimento interno (epitelio gastrico) con un altro tipo di epitelio simile a quello dell’intestino. Il tumore gastrico di tipo diffuso, che colpisce di solito pazienti più giovani di ambo i sessi, nasce invece dalla mucosa gastrica normale ed ha la tendenza a penetrare i tessuti, dando spesso luogo a ulcere invece che masse. Nei casi più avanzati la crescita porta anche ad un’infiltrazione tumorale delle pareti dell’intero organo. Oltre all’adenocarcinoma esistono altri tipi di tumori gastrici, che hanno generalmente un più basso grado di malignità: i tumori stromali gastro-intestinali (GIST), a partenza dalle cellule muscolari all’interno della parete dello stomaco, e i tumori neuroendocrini, che originano da particolari cellule con caratteristiche sia endocrine (cioè che producono ormoni) sia nervose, presenti nella mucosa di rivestimento dello stomaco con funzioni di regolazione del transito e della secrezione di tratti del tubo gastro-enterico

Sulla base dello stadio della malattia si distinguono tumori gastrici diagnosticati in fase precoce (“early gastric cancer“), che interessano solo gli strati più superficiali della parete dell’organo e hanno le maggiori possibilità di guarigione, e tumori avanzati, con coinvolgimento anche degli strati più profondi della parete e/o dei linfonodi che circondano lo stomaco. Oltre che alla diffusione linfatica questi tumori possono diffondersi all’interno della cavità addominale, con impianti a livello del rivestimento interno dell’addome (carcinosi peritoneale), o nel sangue, dando origine a metastasi. Le sedi più frequenti di metastasi da tumore dello stomaco, oltre al peritoneo, sono il fegato, i polmoni e le ossa.

Diagnosi

La diagnosi si basa essenzialmente sulle indagini radiologiche (ecografia ed eco-endoscopia, TAC e/o RNM), sulla biopsia e spesso sulla PET e il dosaggio di alcuni marcatori tumorali nel sangue, il più importante dei quali è denominato CA19.9.

Fattori di rischio

Il tumore dello stomaco è una malattia multifattoriale in cui diversi fattori concorrono alla nascita e allo sviluppo neoplastico. Tra essi, l’alimentazione è uno dei più importanti: sono a rischio gli individui che assumono una dieta povera di frutta e verdura o ricca di grassi, cibi affumicati o salati (contenenti nitriti e nitrati, precursori di cancerogeni)

Evoluzione della malattia e prognosi

La classificazione del tumore in diversi stadi (stadiazione) definisce l’estensione della malattia, dà indicazioni sulla prognosi e guida la strategia terapeutica.

Terapie

Il trattamento del tumore dello stomaco consiste sempre più frequentemente in un approccio integrato tra chirurgia e terapia medica, e le procedure da mettere in atto devono sempre essere discusse da un team multidisciplinare. 

Dopo le terapie

Dopo una gastrectomia, soprattutto se totale, è necessario adottare nuove abitudini alimentari; un nutrizionista può aiutare il paziente a gestire le necessarie nuove abitudini alimentari e la correzione di eventuali deficit nutrizionali (vitamina B12).

Prevenzione e sintomi

Prevenzione

Delle diverse cause associate al tumore, l’alimentazione è quella su cui più si può incidere in termini di prevenzione. La dieta mediterranea, caratterizzata da un abbondante consumo di frutta e verdura e scarso consumo di carne, specialmente alla griglia o affumicata, è quella associata al maggior effetto protettivo. Anche l’astensione dalla sigaretta può ridurre il rischio di sviluppare un tumore gastrico. Negli ultimi anni è stata posta maggiore attenzione alla ricerca ed eventuale eradicazione dell’infezione da Helicobacter Pylori  mediante terapia antibiotica specifica, soprattutto nei pazienti affetti da gastrite. In Italia non esistono programmi di screening per il tumore gastrico in soggetti asintomatici, ed una diagnosi precoce si basa quindi sulla pronta identificazione dei sintomi. Tuttavia, nei pazienti a rischio per predisposizione genetica (familiari con tumore gastrico in giovane età) o per precedenti interventi chirurgici allo stomaco, si consiglia di sottoporsi periodicamente alla gastroscopia, un esame endoscopico condotto introducendo un tubo dotato di telecamera attraverso la cavità orale, che consente la visualizzazione diretta della superficie interna dell’organo.

Sintomi

I tumori in fase precoce possono essere del tutto asintomatici. Quando presenti, i sintomi del tumore dello stomaco sono simili a quelli di altre patologie benigne, come la gastrite e l’ulcera peptica: difficoltà di digestione, nausea, scarso appetito, difficoltà a mangiare grandi quantità di cibo. La comparsa di queste problematiche, che sono molto comuni, non implica il ricorso alla gastroscopia per tutti i pazienti, ma si procede prima con adeguate terapie. Nel caso in cui le terapie prescritte non portino ad un pronto miglioramento o alla risoluzione di questi sintomi aspecifici, è opportuna l’esecuzione di una gastroscopia per facilitare un’eventuale diagnosi precoce. La comparsa di vomito con sangue, invece, è un sintomo di allarme che non deve mai essere sottovalutato e richiede un approfondimento con gastroscopia. Anche una significativa e rapida perdita di peso può essere associata al tumore gastrico, sebbene essa si manifesti frequentemente nelle fasi più avanzate della malattia. Più raramente, il tumore gastrico può manifestarsi con quadri acuti di imponente sanguinamento o perforazione del viscere, tali da richiedere un accesso in pronto soccorso e procedure endoscopiche o chirurgiche in urgenza per controllare l’acuzie.

Diagnosi

Gastroscopia

L’indagine fondamentale per diagnosticare un tumore dello stomaco è la gastroscoscopia, che permette allo stesso tempo di osservare il tumore, determinandone con precisione dimensioni e sede, e di prelevare una piccola porzione di tessuto (biopsia). L’analisi del frammento al microscopio (esame istologico) è in grado di porre la diagnosi definitiva.

PET

In alcuni casi, la PET può essere richiesta per valutare la presenza di altre localizzazioni della malattia (ad esempio i linfonodi a distanza dall’organo o lesioni dubbie di altri distretti).

TAC ed eco-endoscopia

Dopo la diagnosi, occorre eseguire una serie di accertamenti per capire lo stadio di avanzamento del tumore. In particolare, l’eventuale presenza di diffusione con metastasi in sedi distanti dallo stomaco viene ricercata eseguendo una TAC con mezzo di contrasto, mentre il grado di infiltrazione della parete dello stomaco e la presenza di una diffusione della malattia a livello delle stazioni di drenaggio linfatico dell’organo viene meglio valutata con l’eco-endoscopia, un esame condotto in modo analogo alla gastroscopia, nel quale viene eseguita un’ecografia all’interno dello stomaco.

Fattori di rischio

Il tumore dello stomaco è una malattia multifattoriale in cui diversi fattori concorrono alla nascita e allo sviluppo neoplastico. Tra essi, l’alimentazione è uno dei più importanti: sono a rischio gli individui che assumono una dieta povera di frutta e verdura o ricca di grassi, cibi affumicati o salati (contenenti nitriti e nitrati, precursori di cancerogeni). Anche il consumo di alcol e il fumo di sigaretta possono contribuire alla trasformazione neoplastica. Un ruolo accertato è quello svolto dall’helicobacter pylori (HP), un batterio responsabile dell’ulcera gastrica e duodenale. La protratta infiammazione legata alla persistente infezione di questo batterio può nel tempo portare ad una degenerazione maligna delle cellule della parete gastrica.

In una percentuale non trascurabile di casi esiste una predisposizione familiare allo sviluppo della malattia, con alterazioni a carico di determinati geni, legati anche all’insorgenza di altri tipi di tumore.

Tra le cause più rare di tumore dello stomaco sono da ricordare:

  • la poliposi gastrica, una patologia che porta alla formazione di piccole escrescenze benigne che, nel tempo, possono degenerare;
  • pregressa resezione dello stomaco per patologia ulcerosa: è possibile l’insorgenza in pazienti sottoposti anni prima ad intervento chirurgico;
  • la gastrite cronica atrofica, una malattia autoimmune che causa la distruzione da parte del sistema immunitario delle cellule della parete gastrica. Nelle persone con gastrite atrofica viene raccomandato uno screening endoscopico sistematico volto a identificare precocemente l’insorgenza di un tumore.

Evoluzione della malattia e prognosi

La classificazione del tumore in diversi stadi (stadiazione) definisce l’estensione della malattia, dà indicazioni sulla prognosi e guida la strategia terapeutica. Se un tumore è poco esteso è aggredibile direttamente con la chirurgia, mentre se sono stati coinvolti i linfonodi o altri organi, si devono  adottare strategie diverse di trattamento che includono la chemioterapia, in quanto la sola chirurgia difficilmente riuscirebbe ad asportare tutto il tumore.

Come per altre neoplasie, nella stadiazione del tumore dello stomaco viene utilizzato il sistema TNM, dove la lettera T si riferisce all’estensione del tumore, la N all’interessamento dei linfonodi e la M alla presenza di metastasi a distanza. In base a questo sistema si identificano i diversi stadi di malattia: più alto è lo stadio più estesa è la malattia. Il grado del tumore indica invece quanto le cellule neoplastiche differiscono da quelle sane e l’aggressività biologica della malattia (quanto velocemente le cellule tumorali si riproducono): maggiore è il grado peggiore è la prognosi.

Una delle possibili complicanze legate alla presenza di una massa tumorale dello stomaco, soprattutto se localizzata nel primo tratto (vicino al cardias) o nella parte distale (in prossimità del piloro) è l’ostruzione della cavità, con conseguente impossibilità di alimentarsi e la comparsa di vomito. Nei casi in cui uno stadio avanzato di malattia non consenta di risolvere l’ostruzione con l’asportazione chirurgica del tumore, è possibile posizionare delle protesi (tubi metallici che dilatano e tengono aperta la cavità sede dell’occlusione) con una gastroscopia operativa.

Terapie

Il trattamento del tumore dello stomaco consiste sempre più frequentemente in un approccio integrato tra chirurgia e terapia medica, e le procedure da mettere in atto devono sempre essere discusse da un team multidisciplinare. Le possibilità di successo (prognosi) e le modalità di trattamento dipendono dallo stadio di avanzamento della neoplasia (che può essere limitata alla parete gastrica, diffusa ai linfonodi contigui o aver dato localizzazioni in altri organi) e dalle condizioni generali del paziente.

Asportazione chirugica

La chirurgia è l’unico trattamento potenzialmente curativo, ed è sempre la prima scelta da considerare nel caso di malattia localizzata. L’intervento prevede l’asportazione di tutto lo stomaco o di una parte di esso, a seconda della localizzazione e dell’estensione della neoplasia. Nella gastrectomia parziale vengono asportati solo la parte dello stomaco dove ha sede il tumore e i linfonodi vicini; solitamente è indicata nelle neoplasie della parte finale dello stomaco. La continuità digestiva viene ricostruita utilizzando una porzione di intestino che ricollega lo stomaco residuo al resto del canale alimentare. In questi casi, la parte rimanente dello stomaco mantiene la sua funzione di contenimento ed il paziente è in grado di nutrirsi in modo normale. Per gastrectomia totale si intende invece la rimozione di tutto lo stomaco, della parte finale dell’esofago e dei linfonodi attorno all’organo. Anche in questo caso un segmento di intestino connette il tratto terminale dell’esofago con il tubo digerente a valle, ma viene persa del tutto la funzione di serbatoio. Il paziente è comunque in grado di deglutire ed alimentarsi, ma dovrà adottare una dieta frazionata in 5-7 pasti al giorno di quantità ridotte di cibo ed un’alimentazione caratterizzata da bassi livelli di zuccheri.

Dato il frequente coinvolgimento dei linfonodi, nella chirurgia gastrica è fondamentale una completa bonifica delle stazioni linfatiche che drenano la porzione dello stomaco interessata dal tumore (linfadenectomia). Per migliorare la bonifica radicale di queste stazioni linfatiche è stata recentemente introdotta una procedura che comporta l’iniezione all’interno del tumore di coloranti o sostanze radioattive che, attraverso il loro passaggio per via linfatica, consentono una mappatura del drenaggio linfatico, di sicuro ausilio all’azione del chirurgo. 

Un’altra fondamentale innovazione nella chirurgia dello stomaco è stata l’introduzione della laparoscopia, una tecnica mini-invasiva che prevede l’accesso alla cavità addominale mediante piccole incisioni attraverso le quali vengono fatti passare una telecamera e gli strumenti necessari a condurre l’intervento. Il campo operatorio viene così visualizzato su un monitor ad alta definizione, che permette anche di migliorare la precisione. Rispetto al tradizionale accesso mediante la chirurgia “aperta”, questo approccio riduce il trauma chirurgico e consente un più rapido recupero postoperatorio, con degenze più brevi e miglioramento della qualità di vita nel postoperatorio.

Infine, nei rari casi di tumori limitati ai soli strati più superficiali della parete gastrica, moderne tecniche di resezione endoscopica, condotta attraverso una gastroscopia operativa, consentono di rimuovere la porzione di parete gastrica interessata dal tumore evitando l’intervento chirurgico. In caso di asportazione radicale di tumori piccoli e biologicamente poco aggressivi, tali tecniche sono da considerarsi curative ed il paziente non necessita di ulteriori terapie. 

GIST dello stomaco, che hanno una bassa tendenza a dare localizzazioni ai linfonodi, vengono in genere trattati con la sola asportazione del tumore; il più basso grado di malignità di questi tumori rende possibile, nei casi di neoplasia non particolarmente estesa, l’esecuzione di resezioni parziali della parete gastrica dove è localizzato il tumore, spesso per via mini-invasiva laparoscopica

Chemioterapia

I chemioterapici sono farmaci che agiscono selettivamente contro le cellule cancerose. Essendo somministrati in compresse o per via endovenosa essi non agiscono solo sulle cellule tumorali dello stomaco, ma bensì in modo sistemico, cioè in tutte le sedi dell’organismo in cui sono presenti cellule cancerose. Tale modalità di trattamento è pertanto particolarmente indicata nei casi in cui la malattia non è affrontabile con la chirurgia, è in fase avanzata ed ha coinvolto diversi distretti, con una diffusione del tumore a distanza dall’organo di origine. Per i pazienti con malattia inoperabile la chemioterapia è utile per controllare la crescita della stessa ed alleviarne i sintomi. In presenza di una significativa risposta alla terapia ed in assenza di metastasi a distanza, il paziente considerato inizialmente inoperabile potrebbe in seguito essere rivalutato per la chirurgia.

Negli ultimi anni la chemioterapia è stata sempre più frequentemente integrata all’interno delle strategie chirurgiche, nei casi di malattia operabile, allo scopo di ridurre la comparsa di recidive (ricomparsa del tumore) dopo l’intervento. In questi casi si parla di chemioterapia neoadiuvante, che viene somministrata prima della chirurgia, con l’obiettivo di ridurre la neoplasia e le eventuali localizzazioni nei linfonodi prossimi allo stomaco, oltre che facilitare il compito del chirurgo che deve asportarla, incrementando le possibilità di un intervento radicale. Viene invece detta chemioterapia adiuvante quella utilizzata dopo la chirurgia, quando non è più presente alcuna localizzazione macroscopica della malattia, al fine di eliminare eventuali cellule cancerose residue all’interno dell’organismo. Anche la radioterapia, di solito in combinazione con la chemioterapia, può avere un ruolo nell’ambito del trattamento adiuvante.

Recentemente, alla chemioterapia tradizionale vengono spesso affiancate le terapie mirate, cioè farmaci che agiscono su specifici bersagli molecolari presenti nelle cellule tumorali. La ricerca in questo campo permette di ottenere tassi sempre più elevati di risposta alle terapie, con incremento dei pazienti che possono accedere a trattamenti curativi e miglioramento generale della prognosi.

Dopo le terapie

Dopo una gastrectomia, soprattutto se totale, è necessario adottare nuove abitudini alimentari; un nutrizionista può aiutare il paziente a gestire le necessarie nuove abitudini alimentari e la correzione di eventuali deficit nutrizionali (vitamina B12).

In seguito al completamento dei trattamenti viene impostato un programma di controlli periodici con i seguenti obiettivi:

  • identificare precocemente un’eventuale recidiva del tumore;
  • valutare e trattare le possibili complicanze o effetti avversi delle terapie;
  • fornire supporto nutrizionale, riabilitativo e psicologico per facilitare il ritorno alla vita normale.

Durante i controlli si procede ad una revisione clinica mediante l’esame obiettivo, la valutazione degli esami del sangue comprensivi dei markers tumorali (CEA e Ca19.9) e degli esami strumentali (TAC, gastroscopia).

La ricerca…

Il tumore dello stomaco ha una spiccata tendenza a diffondersi attraverso il sistema di drenaggio linfatico, costituito da vasi linfatici e linfonodi che drenano la linfa prodotta dall’organo riportandola nel circolo generale. Il coinvolgimento di queste strutture ha un grande impatto sulla prognosi. Uno degli aspetti cruciali nella chirurgia gastrica riguarda quindi la completa asportazione dei linfonodi (linfadenectomia). Una ricerca promossa all’interno del gruppo di lavoro “Gastric Cancer” si propone di migliorare l’accuratezza di questa delicata fase dell’intervento chirurgico.

Il verde di indocianina è un colorante vitale che, iniettato nella sede del tumore il giorno prima dell’intervento, viene drenato dal sistema linfatico e si accumula nei linfonodi attorno allo stomaco.

Attraverso una telecamera speciale il chirurgo è in grado di identificare i linfonodi dove questo colorante si accumula, fornendo una mappa precisa delle stazioni linfatiche che drenano il tumore nel singolo paziente.

La ricerca in corso chiarirà quanto questa tecnica di “realtà aumentata”, che consente di guardare oltre ciò che può cogliere l’occhio del chirurgo, incrementi la precisione della linfadenectomia e quanto questo migliori i risultati a lungo termine sui pazienti.


…continua

Tra le ricerche portate avanti dal gruppo “Gastric Cancer” vi sono progetti che studiano le mutazioni genetiche coinvolte nella nascita e crescita del tumore all’interno di molecole di DNA tumorale presenti nel sangue, al fine di trarne indicazioni circa il rischio di recidiva e la prognosi di pazienti operati per neoplasie allo stomaco. Recenti studi riguardano l’utilizzo dell’immunoterapia in un particolare tipo genetico di tumori gastrici, caratterizzati da risposte complete (cioè di totale distruzione delle cellule tumorali) in quasi tutti i pazienti, nei quali sarebbe quindi ipotizzabile risparmiare una chirurgia demolitiva.

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La Gastro-Intestinal Tumors Unit dell’Istituto dei Tumori di Milano e l’approccio multidisciplinare alle terapie

Pancreas

Gastro-Intestinal Tumors Unit

Il gruppo di lavoro G.I. Unit che opera in Istituto Tumori è costituito da professionisti con competenze diverse e funzionali alla gestione moderna ed integrata delle varie procedure diagnostiche e delle terapie da applicare ai pazienti con tumore gastrico.

La situazione specifica di ogni paziente che afferisce all’Istituto Nazionale dei Tumori viene affrontata con un approccio individualizzato caso per caso nell’ambito di un confronto collegiale tra i vari Specialisti con competenze su questo tipo di malattia. Dopo approfondita valutazione di tutti gli elementi a disposizione il Gruppo Multidisciplinare sui Tumori dello Stomaco (Gastric Unit) giunge a una decisione unitaria sulla decisione terapeutica, ovvero sul migliore trattamento proponibile a ciascun paziente sulla base della presentazione di malattia. Si esamina cioè la situazione in cui si presenta il tumore, unitamente alle condizioni del paziente stesso, alle sue co-morbidità ed alla necessità di preservare la migliore qualità e quantità di vita che le cure possono offrirgli/le. Ogni strategia ritenuta migliore viene poi discussa e valutata assieme al/alla paziente ed ai suoi congiunti in una logica di informazione accurata e di attenzione alle esigenze e alle aspettative di ciascuno.

Fanno stabilmente parte del gruppo “G.I. Unit” dell’Istituto dei Tumori di Milano:

– il chirurgo esperto in interventi sullo stomaco, con particolare riferimento alle nuove tecniche di chirurgia laparoscopica;

– l’oncologo medico esperto in trattamenti farmacologici anche mirati in base alle caratteristiche molecolari del tumore dello stomaco;

– l’endoscopista esperto nella valutazione endoscopica ed ecoendoscopica dello stomaco e dell’esofago e con competenze di endoscopia operativa avanzata per il posizionamento di protesi, sia come trattamento palliativo nei casi avanzati sia per la gestione delle complicanze post-operatorie;

– il radiologo, essenziale per l’interpretazione delle immagini raccolte nelle indagini radiologiche (TAC, RMN, PET etc.);

– il radioterapista, che si occupa della programmazione e dell’esecuzione dei trattamenti che utilizzano radiazioni ionizzanti (radioterapia);

– l’anatomo-patologo, che finalizza la diagnosi ed interpreta le evidenze delle biopsie e dei vari esami sulle cellule tumorali. La sua opera è essenziale anche nei moderni approcci di “molecular tumor characterization” ovvero nella profilazione precisa delle caratteristiche delle cellule tumorali al fine di meglio indirizzare le eventuali terapie su bersagli sensibili espressi dalla neoplasia;

l’anestesista e il rianimatore con specifiche competenze di gestione intraoperatoria e di terapia intensiva sono cruciali nei pazienti che oltre al tumore soffrono di altre malattie associate, spesso presenti nella popolazione anziana, o in persone fragili o con pregresse terapie, ovvero nei soggetti che meritano alti livelli di attenzione e di adeguata gestione del rischio intrinsecamente associato alle varie terapie;

– il cardiologo e il diabetologo, per la valutazione preoperatoria e la gestione postoperatoria dei pazienti con queste co-morbidità cardiovascolari o metaboliche;

– il gastroenterologo e il nutrizionista esperti nella gestione delle alterazioni nutrizionali e delle problematiche relative al recupero postoperatorio dell’alimentazione per bocca. I tumori dello stomaco, comportano infatti alterazioni della alimentazione sia in ragione della loro presenza che per effetto delle cure. Tali situazioni devono essere gestite con approcci specialistici integrati;

– lo psicologo, spesso coinvolto nel supporto assistenziale sia ai pazienti più fragili che ai congiunti e comunque in tutte le occasioni in cui il carico mentale della malattia su chi ne è affetto o su chi partecipa alle cure, rende necessaria l’instaurazione di un piano di aiuto;

– il medico di laboratorio e il medico con competenze emotrasfusionali sono figure con specifiche competenze analitiche sui campioni raccolti in varie fasi della degenza sia nell’ambito strettamente tumorale che di gestione di altri settori come quello della microbiologia (infezioni) o della funzionalità di organi od apparati specifici;

– gli esperti di sperimentazione clinica, coinvolti nelle problematiche mediche, logistiche e amministrative della gestione e valutazione delle terapie sperimentali, anche in combinazione con i farmaci tradizionali, utilizzate in alcuni pazienti affetti da tumore dello stomaco. Di ogni eventuale studio o trattamento sperimentale viene data informazione specifica al paziente.

Ad eccezione dei tumori in stadio molto precoce, nei quali l’intervento chirurgico è in grado di ottenere la completa asportazione della malattia e quindi le massime probabilità di guarigione, vi sono evidenze scientifiche che gli esiti delle cure sono migliori se le terapie di diverso tipo sono integrate tra loro. In particolare, nei tumori localmente avanzati, la terapia si avvale spesso di:

– strategie “neoadiuvanti” cioè precedenti l’intervento chirurgico, per tramite di trattamenti con farmaci (chemioterapici, farmaci target, immunoterapici etc.) completati allo scopo di ridurre l’estensione del tumore prima dell’intervento e di ridurre il rischio di recidive

– strategie “adiuvanti” cioè successive all’intervento chirurgico, per tramite di trattamenti simili a quelli sora descritti al punto precedente, in quei casi in cui le caratteristiche del tumore asportato fanno temere maggiori rischi di eventuali riprese a distanza del tumore.

Le varie strategie di diagnosi e cura del tumore dello stomaco possono essere raggruppate in alcune fondamentali aree di lavoro così riassumibili:

– la chirurgia rimane l’unica opzione curativa grazie a tecniche innovative che consentono di mappare e asportare in modo radicale il sistema di drenaggio linfatico; un attento studio del margine si associa a interventi più conservativi, con risparmio quando possibile di una parte dello stomaco per salvaguardarne la funzione;

– la chemioterapia, grazie agli schemi di “polichemioterapia”, cioè di combinazioni di farmaci con diverso meccanismo di azione, ha incrementato il tasso e l’entità della risposta, migliorando i risultati della chirurgia; le nuove terapie mirate sulla base di bersagli molecolari e sulla “immunoterapia” costituiscono la nuova frontiera in questo campo;

– le procedure endoscopiche di resezione dei tumori precoci o per la palliazione di quelli avanzati, e di trattamento delle possibili complicanze della chirurgia (protesi, drenaggi, gastrostomie, digiunostomie etc.);

– le terapie nutrizionali e di supporto volte a garantire la necessaria assunzione di calorie ai pazienti in trattamento o con necessità di incremento del proprio apporto di nutrienti;
– le terapie gastroenterologiche ed internistiche importanti nelle strategie per il recupero della funzionalità digestiva e di assorbimento dei nutrienti dopo o durante le terapie più propriamente oncologiche;

– la terapia del dolore e di assistenza domiciliare a volte necessaria nelle forme avanzate con esteso coinvolgimento peritoneale.

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